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apr 17 2012

Partito per partito, le posizioni sui rimborsi elettorali

Published by claudiadaconto under News,Principale

Angelino Alfano, Pierluigi Bersani, Pierferdinando Casini

Angelino Alfano, Pierluigi Bersani, Pierferdinando Casini

Tutti d’accordo sulla necessità di cambiare le regole sui finanziamenti ai partiti e la trasparenza dei conti ma sulle modalità e i tempi resta ancora incertezza tra chi vorrebbe un abolizione completa dei rimborsi elettorali e chi invece auspica maggiori controlli su incassi e spese. Il prossimo 31 luglio i partiti riscuoteranno l’ultima tranche dei rimborsi (4,5 euro ad elettorale) relativi a quest’ultima legislatura. Ma nella proposta di legge 5123 firmata da Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini non c’è traccia di riduzione. “Chiudere completamente il rubinetto non si può – spiegano i leader di Pdl, Pd e Udc – Almeno per ora. “Significherebbe – scrivono i tre nella relazione che accompagna la proposta di legge – punire tutti allo stesso modo (compresi quelli che in questi anni hanno rispettato scrupolosamente le regole) e mettere la politica completamente nelle mani di lobbies, centri di potere e di interesse particolare”. A mettersi di traverso, però, potrebbero essere Lega e Radicali, che con 59 e 6 deputati rispettivamente, hanno i numeri per impedire che la proposta di ABC (Alfano, Bersani, Casini) passi in commissione Affari Costituzionali della Camera senza essere prima discussa in Aula.
Negli ultimi 18 anni, da quando il finanziamento pubblico si è trasformato in rimborso elettorale, nelle casse dei partiti italiani sono entrati 2,3 miliardi, che saliranno a 2,4 entro la fine della legislatura e cui vanno aggiunti altri 70/80 milioni di euro destinati ai gruppi parlamentari. In totale poco meno di 2,5 miliardi. Un mare di soldi di cui però ne risultano spesi solo 579 milioni di euro. Come a dire che 1,9 miliardi sono spariti nel nulla.

Ma quali sono oggi le posizioni in campo?

PDL (206.518.945 euro di rimborso a fronte di 53,6 milioni di spese elettorali nel 2008)
PD (180.231.506 euro di rimborso a fronte di 18,4 milioni di spese elettorali nel 2008)
UDC (25.895.850 euro di rimborso a fronte di 15,7 milioni di spese elettorali nel 2008)

I tre partiti di maggioranza propongono congiuntamente una norma che obblighi a farsi controllare da una società di revisione dei conti per poi imporre una revisione periodica dei bilanci alla Corte dei Conti. Non solo, i leader di Pd e Udc propongono anche l’obbligatorietà di rendere pubbliche le donazioni oltre una certa somma, intorno ai cinquemila euro.
Nel dettaglio, Bersani punta anche ad un rafforzamento delle sanzioni in caso di negligenza, prevedendo nei casi più gravi una decurtazione degli stessi rimborsi; per Casini è importante che ci siano paletti più severi per accedere ai rimborsi elettorali e soprattutto vadano aboliti i rimborsi per i partiti che non esistono più per evitare episodi come quello della Margherita nel caso Lusi; Alfano, infine, promette un prossimo testo del Pdl in merito alla trasparenza dei conti dei partiti e dichiara di essere favorevole ad una revisione della normativa.

LEGA (41.384.553 euro di rimborso a fronte di 3.476.04 euro di spese elettorali nel 2008)
Dopo lo scandalo Belsito sui rimborsi elettorali finiti nelle mani dei familiari di Umberto Bossi e dei maggiori esponenti del cosiddetto Cerchio magico, la Lega Nord ha rinunciato all’ultima tranche del contributo e chiesto a tutti i partiti di fare lo stesso devolvendo tali somme in beneficenza o alle Ong.

IDV (21.659.227 euro di rimborso a fronte di 4.451.296 euro di spese elettorali nel 2008)
No a manovre dilatorie: i rimborsi elettorali vanno aboliti del tutto. Il partito di Antonio Di Pietro ha depositato in Cassazione il quesito per il referendum che chiede di abolire i rimborsi elettorali ai partiti. Secondo il leader IdV, “abolire i rimborsi elettorali non serve solo a ripristinare la sovranità popolare tradita e a evitare che si continuino a buttare soldi per ingrassare la cricca in un momento così difficile”.

FLI
Quello che occorre fare, secondo Gianfranco Fini, è prendere immediatamente in considerazione la proposta di dimezzare i rimborsi per i partiti. Il presidente della Camera ha ammesso che per il suo partito può sembrare più facile parlarne, dal momento che non ha diritto alla rata del finanziamento di luglio, ma ha rimarcato l’urgenza della situazione: «Non ci si può fermare ai maggiori controlli, alla pubblicità sui bilanci, alle sanzioni sulle irregolarità nei conti dei partiti», serve un gesto più concreto.

API
Dopo che il suo ex partito. La Margherita, è finito nell’occhio del ciclone per l’appropriazione di almeno 18/20 milioni di euro da parte dell’ex tesoriere del partito Luigi Lusi, Francesco Rutelli ha chiuso ad ogni manovra dilatoria su una riforma del sistema dei rimborsi. “Sarebbe una beffa – ha detto il deputato Pino Pisicchio – se poi non si arrivasse a una riduzione consistente del finanziamento”. Nei giorni scorsi, Rutelli, che davanti ai magistrati romani ha assicurato che Lusi avrebbe agito a insaputa del partito e per suo esclusivo tornaconto personale, ha consegnato ai pm copia della bozza del bilancio analitico decennale della Margherita, con l’indicazione di tutte le voci effettive di spesa, anno per anno, e in particolare l’aggregato delle spese, secondo i maggiori capitoli, per l’ultimo quinquennio, quello sotto indagine.

SEL
Benché Nichi Vendola abbia recentemente dichiarato, nel corso di una trasmissione televisiva, che il suo partito non gode di rimborsi elettorali, esiste un documento di Sel (Nota integrativa al rendiconto chiuso al 31/12/2010) da cui risulta, a pagina 2, che dal 2010 al 2014, sarebbero stati incassati 3 milioni e 915 mila euro. Oggi, tuttavia, il presidente della Puglia dice che, se da una parte bisogna evitare di immaginare che la politica diventi un affare per ricchi, dall’altra “i finanziamenti sono stati ipertrofici, serve austerity come per i cittadini”.

MOVIMENTO 5 STELLE
“I partiti ridiano indietro i soldi che hanno derubato in 5 anni” tuona Beppe Grillo che alcuni sondaggi indicano come terza forza politica del Paese dopo Pd e Pdl. “Noi avevamo diritto a 1,7 milioni, ma li abbiamo lasciati perché non prendiamo refurtiva”. all’inizio di marzo il gruppo consiliare torinese restituì 6.342 euro al Comune che gliene aveva assegnati 7.490 per sostenere una serie di spese: 921 per pagare le bollette del telefono, la cancelleria, un po’ di informatica, acqua e caffé per l’ufficio, più altri 227 euro in seguito alla spaccatura interna all’Idv e la conseguente nascita di un nuovo gruppo che costrinse tutti gli altri a “fare colletta” per dotare l’ultimo nato dei fondi che gli spettano.

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apr 16 2012

Turismo e evasione fiscale. Affittasi un’estate in nero

Published by stefano.vespa under News,Principale

Turismo e evasione fiscale. Affittasi un’estate in nero

«Fate un contratto?». «Per carità, io vado sulla fiducia. La parola conta più di tutto…». Benvenuti nell’estate in nero, il magma sotterraneo degli appartamenti in affitto per qualche settimana di vacanza, quasi sempre senza contratto né ricevuta. Alla faccia dei blitz a Cortina e della linea dura contro l’evasione. Panorama ha scandagliato annunci in otto regioni e il quadro che emerge è sconfortante, ma non sorprendente: chi offre un regolare contratto, da stipulare se l’affitto è di almeno 30 giorni, o rilascia la ricevuta fiscale rappresenta non più del 20 per cento, quasi un’eccezione a fronte dell’80 per cento che dice chiaramente di volere contanti, di accontentarsi di una stretta di mano o di temere l’intervento della Guardia di finanza. Un’economia sommersa che prolifera proprio mentre arriva un’altra stangata sugli onesti: viene ridotto dal 15 al 5 per cento lo sconto per chi dichiara con l’Irpef i redditi derivanti appunto dall’affitto di immobili. La norma, una di quelle introdotte dal governo per recuperare fondi a copertura della riforma del mercato del lavoro, non riguarda chi sugli affitti applica la cedolare secca, che sostituisce l’Irpef, l’imposta di registro e quella di bollo.

Ciò che forse non sanno i proprietari di case per le vacanze è che la Guardia di finanza sta intensificando i controlli in quel settore, anche monitorando i siti internet dedicati. Nella lotta agli affitti in nero, nel triennio 2009-2011 le fiamme gialle hanno effettuato 6.700 controlli, recuperando 50 milioni di base imponibile e 6,1 milioni di imposta di registro evasa. Nel solo 2011 i controlli hanno interessato immobili commerciali (55 per cento), seconde e terze case nel periodo estivo (30 per cento) e studenti fuori sede (15 per cento). In quest’ultima nicchia di mercato i risultati miglioreranno. Per esempio, la Finanza ha da poco stipulato un accordo con un’associazione che supporta oltre 30 mila universitari nordamericani e che invierà le segnalazioni degli studenti sia su locazioni irregolari sia sulla mancata emissione di scontrini e ricevute. Ma le lezioni stanno per finire, incombono le vacanze e il nero trionferà. O forse no.

LIGURIA
Prima la caparra, poi «quando viene mi paga in contanti, non c’è problema. Al giorno d’oggi bisogna fare così, perché gli assegni vengono tutti registrati». Non è un indagato per corruzione che parla, ma la proprietaria di due alloggi a Borghetto Santo Spirito (Savona). Si parte da 690 euro al mese per giugno e
settembre, hanno dei materassi «dove si dorme benissimo», ma il contratto no. Meglio i contanti.

A Deiva Marina (La Spezia), a un passo dal mare delle Cinque Terre, un elegante appartamento è libero ormai solo a maggio e settembre: 800 euro al mese. Contratto? «No, noi lo diamo così» risponde la proprietaria. Più spigliata, nella stessa località, la titolare di un’agenzia immobiliare che per 40 metri quadrati, liberi solo a settembre, chiede 400 euro la settimana, non trattabili. Però, «se vuole fare una settimana in nero e una in chiaro per me non ci sono problemi».

Ad Arma di Taggia (Imperia), invece, è da stabilire il canone per un appartamento che per il mese di settembre potrebbe essere di 1.000 euro. Detto che il pagamento delle bollette «dipende da quante docce si fanno durante il giorno», alla richiesta di fattura il proprietario risponde senza giri di parole: «Preferirei di no, detto molto spassionatamente».

PIEMONTE
Definito dalla pro loco «l’autentica terrazza delle Alpi», il comune di Montoso di Bagnolo Piemonte (Cuneo) offre tre grandi appartamenti nei quali tre settimane ad agosto costano 900 euro. Il proprietario evidentemente teme i controlli bancari, visto che «fino a 1.000 euro si può fare in contanti». A Prato Nevoso (Cuneo) chi affitta il proprio appartamento di montagna a 250 euro a settimana si rimette al buon cuore del cliente: «Un contratto? Come preferisce l’inquilino, di solito facciamo quello che chiede chi affitta». E dal tono della voce si capisce che ne farebbe volentieri a meno.

TOSCANA
«Sono un privato, non lo faccio per lavoro». A Castiglione della Pescaia (Grosseto) hanno risolto il problema di chi deve pagare le tasse: i «privati», a quanto pare, no. È la risposta data dal proprietario di un appartamento per tre persone di cui sul web non ci sono foto («Il tempo di farle, porti pazienza» ), che costa 1.000 euro per giugno «più 200 di cauzione perché non si sa mai» e per il quale non bisogna firmare alcunché. Tanto non lo fa per lavoro.

Un bell’appartamento a Tirrenia (Pisa) sembra allettante: ampio e con giardino, vicino al mare e al centro della città. Costo: 1.500 euro a giugno e 1.200 a settembre. «Contratto regolare? No, se è una famiglia. Si può fare tra noi». A Marina di Carrara (Massa-Carrara) una casa indipendente con ampio giardino è offerta a 1.500 euro a giugno e un po’ meno a settembre. E se paghiamo in nero? «Guardi, va bene in qualunque modo, non è un problema».

Ricevuta garantita, invece, all’Isola d’Elba (Livorno), dove con 750 euro si affitta a giugno o a settembre un appartamento vicino al mare, ristrutturato e «superpulito, ce ne occupiamo noi stessi» spiega la proprietaria. La ricevuta viene consegnata al momento del saldo e della consegna delle chiavi.

CAMPANIA
L’annuncio è invitante: a Ischia (Napoli) un appartamento di 70 metri quadrati con vista sul Golfo di Napoli e sul basso Circeo per quattro persone, ampio terrazzo e parcheggio. Costo? A Pasqua bastavano 300 euro, per le due settimane centrali di agosto ne servono 1.400. «Con contratto?». «Dipende» risponde una signora che, insistendo, spiega: «In genere le ricevute le fanno gli alberghi, questi sono appartamenti privati».

Più pratico il proprietario di un appartamento in residence a Baia Domizia (Caserta), 55 metri quadrati a 1.500 euro per il mese di luglio e 2.500 per agosto. «Gli altri ne chiedono anche 3 mila, ma grazie a Dio non sono mai stato avido». È accettato perfino un cagnolino «purché non abbai» e rilascia una ricevuta mentre le tasse di un contratto sarebbero a carico del cliente. E se pagassimo in nero? «Questo discorso è da fare da vicino, che mettiamo a fare il carro davanti ai buoi?». A Castellabbate (Salerno), dopo il successo del film Benvenuti al Sud, le richieste fioccano. I 45 metri quadrati costano dai 400 euro di maggio ai 1.200 di Ferragosto. «Lei fa il contratto?». «No, non vi preoccupate» risponde il proprietario. «Con il contratto spendiamo noi e voi, e comunque sotto i 30 giorni non si deve fare per legge». Non va sempre così. Un appartamento di 80 metri quadrati a Palinuro (Salerno) viene offerto da 440 euro a settimana in luglio a 590 in agosto. Contratto? «Certo». Ma se ci spostiamo ad Amalfi (Salerno), un’agenzia prevede il contratto solo per un mese. «E per periodi più brevi?». «Adesso vi devo lasciare perché sono con l’elettricista».

BASILICATA
Sindrome da intercettazione a Policoro (Matera). La trattativa riguarda una villetta sul mare di 110 metri quadrati e altri 300 di giardino. Dal 30 luglio al 12 agosto costa 1.550 euro. Il proprietario è titubante di fronte a una richiesta di sconto, ma poi accetta di togliere 100 euro dietro immediato bonifico con conferma per due settimane. Ma senza fattura lo sconto è così basso? «Oggi è rischioso. La Finanza controlla dappertutto. E poi di certe cose non si parla al telefono». Appunto.

Il fatto è che molti sembrano onesti per poi subire il fascino perverso del cliente che vuole pagare poco. A Maratea (Potenza), per esempio, un appartamento di 70 metri quadrati e altri 300 di giardino, lontano dal mare, costa 1.050 euro per due settimane a cavallo tra luglio e agosto. «Se pago in nero mi fa risparmiare?». «Beh, se conferma due settimane le faccio il 10 per cento di sconto» risponde il proprietario. Che poi si lascia andare: «Lei è anche meridionale, fra di noi ci capiamo».

Linguaggio da 007 a Fardella (Potenza). Una villa nel Parco nazionale del Pollino, 150 metri quadrati più 1.000 di giardino, è offerta a 2.600 euro per i primi 15 giorni di agosto. La trattativa è rapida: chiesto lo sconto con pagamento in nero, il proprietario ammette che «ogni tanto so che facciamo delle operazioni particolari. Mi capisce?». In attesa di un blitz delle forze speciali, si chiude a 2 mila euro: «Il tempo di parlarne con papà…».

PUGLIA
Sembra incredibile, ma a San Pietro in Bevagna (Taranto) la ricevuta diventa arma di minaccia. Si tratta di un appartamento in villa di 75 metri quadrati, 1.800 euro per le prime due settimane di agosto. Una signora con accento toscano accetta di abbassare il prezzo: «Quattro persone? Va bene, 1.600 euro e passa la paura». Ma guai a chiederle un altro sforzo: «O così o le faccio il prezzo pieno e le fatturo tutto». Di fronte a un rischio del genere, il cronista finge di accettare l’offerta. A Lido Marini (Lecce) la titolare di un appartamento di 200 metri quadrati, 1.600 euro dall’11 al 25 agosto, accetta di togliere 200 euro in cambio di un pagamento quasi tutto in nero. Quasi, perché «per le apparenze
qualcosina la dobbiamo far risultare».

Una ragazza che affitta a Contrada Cristo (Lecce) invece se la prende con lo Stato e con la crisi. «Lo Stato ci sta tartassando e dunque non vado per il sottile» dice precisando che un monolocale con
cucina viene offerto a 1.800 euro dal 30 luglio al 12 agosto. Nessun problema sul pagamento in nero, dunque: «Sì, va bene, è un periodo duro, si fa fatica a tirare avanti». Lei può occuparsi della prenotazione della spiaggia e della convenzione con la trattoria. Costo: «Venti euro al giorno per la spiaggia e 15 a persona per mangiare». E ci sarebbe anche la convenzione con un centro benessere.

CALABRIA
La Calabria non brilla per trasparenza. Nel cuore di Tropea (Vibo Valentia), la località più famosa, un’insegnante che torna d’estate nella sua regione affitta un appartamento con due stanze da letto, di cui una matrimoniale, da 500 euro a settimana a luglio fino a 750 ad agosto. Rigorosamente in contanti, come pure sottolinea perentorio a Scilla (Reggio Calabria) il titolare di un monolocale con due posti letto e di un bilocale con quattro posti: per una settimana si va da 175 euro a settembre fino a 490 a Ferragosto. La spiaggia non è vicina, 20 per cento subito, saldo alla consegna delle chiavi.

Su 10 annunci cui Panorama ha risposto in Calabria (qui ne sono pubblicati soltanto sei), solo in due casi tutto verrebbe fatto secondo le regole. Come a Soverato (Catanzaro), dove chi affitta miniappartamenti o villette vicino al mare, da 700 euro a settimana in luglio, sottolinea che per prima cosa invierà il contratto per email: «Faccio tutto in regola. Gli altri? C’è qualcuno che fa ‘u fissa (lo stupido, ndr)». In regola anche una signora milanese che ha una casa a Drapia (Vibo).

Se cercate a Cirò (Crotone), potreste trovare un locale di 60 metri quadrati a 50 metri dal mare dove sistemarvi anche in sette, purché paghiate 1.500 euro a settimana, «primo e ultimo prezzo». In contanti. Se invece si preferisce la montagna, Camigliatello Silano (Cosenza) offre chalet per quattro o cinque persone fino a 1.500 euro a settimana: 50 per cento subito, il resto alla consegna delle chiavi. E il contratto? La proprietaria risponde: «Per carità, io vado sulla fiducia. La parola data è tutto». Per il
fisco un po’ meno.

SICILIA
Anche in Sicilia la grande maggioranza delle persone contattate non rilascia ricevute né stipula contratti. Prendiamo Giardini Naxos (Messina): un bilocale di 27 metri quadrati a 85 euro al giorno a Ferragosto, a 300 metri dal mare. «Niente contratto» dice la proprietaria. «Le faccio la ricevuta, però non fiscale». Inutile insistere: «No, non faccio la ricevuta fiscale perché dovrei sistemare alcune cose». Per esempio, pagare le tasse.

E se a Mondello (Palermo), per 50 metri quadrati a 900 euro a settimana, una signora garantisce la ricevuta fiscale, anche a Cefalù (Palermo) si gioca sul fatto che un contratto è obbligatorio se si affitta per più di un mese non accennando mai alla ricevuta. E 35 metri quadrati in agosto costano 850 euro
per due settimane. A San Vito Lo Capo (Trapani), dove per 65 metri quadrati si pagano da 700 a 1.000 euro a settimana, il proprietario spiega invece che il contratto comporta il pagamento della tassa di soggiorno appena introdotta. «Fino all’anno scorso abbiamo fatto senza registrazione, tranquillamente». Anche nell’interno le cose non vanno meglio. A Piedimonte Etneo (Catania) 70 metri quadrati costano 700 euro per due settimane in agosto. Anche qui «non c’è bisogno di contratto, per un periodo così breve…». Stessa storia a Marina di Noto (Siracusa), dove c’è una villetta con due appartamenti da quattro a sei posti letto ciascuno: 700 euro a settimana ad agosto. «Pochi fanno il contratto, quindi non mi sono ancora organizzato in questo senso. Ha capito?».

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gen 21 2012

Festival delle Scienze: e se fosse possibile viaggiare nel tempo?

festival-logoC’è chi pensa che non sia concepibile spostarsi da un secolo all’altro, ma esistono tante storie che riguardano proprio i viaggi temporali. Il filosofo Ned Markosian ha esplorato all’Auditorium “Parco della Musica”, a Roma, la metafisica del tempo analizzando la possibilità di un viaggio nella dimensione temporale. “Viaggiare nel tempo è possibile? – si è chiesto il filosofo nella sua lectio magistralis nell’ambito del Festival delle Scienze -. Questo è un argomento che riguarda le scienze empiriche, o forse dovremmo dire la corretta interpretazione filosofica delle nostre migliori teorie delle scienze empiriche. Ma c’è un’ulteriore questione, che ricade interamente sotto le competenze della filosofia: se il viaggio nel tempo sia permesso dalle leggi della logica e della metafisica”.

Si pongono tre questioni. Se si potesse viaggiare nel tempo, allora sarebbe possibile che qualcuno uccida suo nonno prima ancora che suo padre venga concepito (cosa potrebbe impedirgli di portare con sé una pistola e sparargli?). Secondo argomento: non è possibile che qualcuno possa uccidere suo nonno prima ancora che suo padre sia stato concepito “perché se potesse farlo, quel qualcuno potrebbe affermare con certezza che egli stesso non esiste, ma questa è una cosa che nessuno può affermare”. Dunque, istanza finale, non si potrebbe viaggiare indietro nel tempo. “Dal mio punto di vista non è così – aggiunge Markosian -. Se il viaggio nel tempo fosse impossibile, noi non dovremmo nemmeno essere in grado di prendere in considerazione una qualsiasi storia in cui il viaggio nel tempo si verifica. Invece noi lo facciamo in continuazione!”

La terza giornata del Festival si è aperta con la lectio magistralis di Dava Sobel su “come il tempo è riuscito a mettere il mondo al suo posto”, mentre nel pomeriggio protagonista è stato Giovanni Camelino Camelia, uno dei principali studiosi italiani di gravità quantistica, con “una breve storia del tempo: prima, durante e (forse) dopo Einstein”. Camelia, definito nel 2005 come “il nuovo Einstein”, ha formulato una teoria, chiamata relatività doppiamente speciale che potrebbe riuscire nella grande sfida del ventunesimo secolo: conciliare le due massime teorie del Novecento, la relatività generale di Einstein, che funziona su larga scala, e la meccanica quantistica, che  governa l’infinitamente piccolo secondo pacchetti discreti di valori. Spazio e tempo, dice  lo studioso, “quando si scende nel cuore profondo della materia, non sono più continui, anzi sbiadiscono”. “La mia teoria parte dal presupposto che la scala di Planck ricopra un ruolo analogo a quello della velocità della luce per Einstein – anticipa lo scienziato del dipartimento di fisica dell’Università “La Sapienza” di Roma – Del tempo, in questa teoria, resterebbe solo la nozione assoluta di simultaneità per gli eventi non solo vicini tra loro, ma anche vicini all’orologio usato per stabilire la stessa simultaneità”.

In serata poi, chiusura con “Tempo: record e limiti umani”, un dialogo sulle capacità umane di spingersi sempre oltre i propri limiti, con interventi di Andrew Howe, detentore del record italiano di salto in lungo, il giornalista Oliviero Beha e Antonio Tamorri, presidente dell’Associazione italiana psicologia dello sport. Per tutta la durata del festival, nella sala ospiti, sarà possibile vedere il video continuo Hatsu Yume di Bill Viola, mentre nel foyer della Sala Petrassi il pubblico potrà ammirare, tra l’altro, l’installazione “Cerimoniale musicale per 100 metronomi” di Gyorgy Ligeti.

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gen 19 2012

Costa Concordia: 22.12 il primo contatto con la Capitaneria “Abbiamo un black out…” – AUDIO

Published by asoglio under News,Principale

La Costa Concordia ripresa dal satellite (Credits: DigitalGlobe)

La Costa Concordia ripresa dal satellite (Credits: DigitalGlobe)

Sono le 22.12. La Costa Concordia da quasi 30 minuti ha urtato lo scoglio davanti all’Isola del Giglio e sta per adagiarsi davanti al porto. Siamo quindi in piena emergenza. La nave sta imbarcando acqua e non c’è più speranza di continuare la navigazione. La Capitaneria di Porto di Livorno chiama per la prima volta la nave dopo che erano arrivate a terra telefonate con richiesta d’aiuto di diversi passeggeri.

Una comunicazione drammatica nella quale il membro dell’equipaggio continua a ripetere che si è trattato solo di un black out.

Ascolta l’Audio

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gen 19 2012

Liberalizzazioni, e ora tocca anche ai notai

(Credits: Ansa)

(Credits: Ansa)

Tra le caste dei liberi professionisti che da sempre nell’immaginario collettivo rappresenta il massimo dei privilegi e del corporativismo, c’è sicuramente quella dei notai. Una prerogativa che non è tutta italiana. Il notaio di tipo latino, cioè quello operativo in Italia, esiste in altri 81 Paesi del mondo, e in particolare in realtà europee come Francia, Germania, Svizzera, Spagna, Paesi Bassi, Belgio, Austria.

È sconosciuto invece nei Paesi di tradizione anglosassone, primi fra tutti Stati Uniti e Regno Unito, dove tra l’altro una serie di funzioni notarili vengono svolte gratuitamente dall’amministrazione pubblica, una circostanza divenuta ancora più efficace con l’avvento dell’e-government.

È chiaro dunque come l’annuncio di una possibile liberalizzazione abbia raccolto non pochi favori tra i consumatori, in attesa da tempo che le parcelle notarili possano calare.

Come quella dovuta all’atto dell’acquisto di una casa che, tanto per dare qualche numero, può variare dai 1.500 ai 4 mila euro. Tariffe che, è bene precisarlo, sono stabilite con un decreto dal ministero della Giustizia. Ebbene, questo sarebbe proprio uno dei primi punti che le misure di riforma del governo Monti andrebbero a toccare.

TARIFFE LIBERE. D’ora in poi, come stabilito anche per altre professioni, non dovranno esistere più prezzi massimi e minimi, ma tutto dovrebbe essere lasciato alla libera contrattazione. Una misura che, come si può immaginare, non è vista di buon grado dai notai, che comunque già da qualche tempo avevano aperto su questo punto cruciale un tavolo di discussione con tutta una serie di associazioni dei consumatori.

ACCESSO ALLA PROFESSIONE. Altro elemento chiave delle liberalizzazioni promesse da Monti, dovrebbe riguardare l’accesso alla professione. Attualmente in Italia sono attivi circa 4.700 notai, ma i posti da coprire sarebbero invece circa 5.700. Questo significa che ci sono circa 1.000 posti vacanti a cui se ne aggiungono altri 500 previsti da un decreto specifico del novembre scorso.

In tutto fa 1.500 nuovi notai, che il governo vorrebbe riuscire ad avviare alla professione nel giro di tre anni, con un concorso già quest’anno e gli altri nei prossimi due.

Una piccola rivoluzione della cosiddetta pianta organica che rappresenterebbe una ventata di concorrenza, soprattutto se si pensa che negli ultimi 10 anni erano stati solo 1.100 i nuovi notai e se si aggiunge il fatto che verrà anche limitata la possibilità di aprire uffici secondari, che saranno ammessi d’ora in poi solo nel distretto di appartenenza.

ESCLUSIVITA’. Ultimo e più delicato aspetto della riforma è quello che riguarderebbe l’esclusività di alcune competenze. È delicato questo argomento perché i notai hanno espresso fin dall’inizio su questo punto un parere nettamente contrario. In pratica si tratterebbe di permetterebbe ad altri professionisti, ad esempio avvocati, di esercitare funzioni notarili  su alcune pratiche. In passato ci provò l’ex ministro Bersani, con le sue lenzuolate, a prevedere, senza successo però, che ad esempio per passaggi immobiliari sotto i 100 mila euro si potesse ricorrere alla consulenza di un semplice avvocato. Vedremo ora se Monti avrà più coraggio e tenacia.

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