apr 17 2012
Partito per partito, le posizioni sui rimborsi elettorali
Angelino Alfano, Pierluigi Bersani, Pierferdinando Casini
Tutti d’accordo sulla necessità di cambiare le regole sui finanziamenti ai partiti e la trasparenza dei conti ma sulle modalità e i tempi resta ancora incertezza tra chi vorrebbe un abolizione completa dei rimborsi elettorali e chi invece auspica maggiori controlli su incassi e spese. Il prossimo 31 luglio i partiti riscuoteranno l’ultima tranche dei rimborsi (4,5 euro ad elettorale) relativi a quest’ultima legislatura. Ma nella proposta di legge 5123 firmata da Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini non c’è traccia di riduzione. “Chiudere completamente il rubinetto non si può – spiegano i leader di Pdl, Pd e Udc – Almeno per ora. “Significherebbe – scrivono i tre nella relazione che accompagna la proposta di legge – punire tutti allo stesso modo (compresi quelli che in questi anni hanno rispettato scrupolosamente le regole) e mettere la politica completamente nelle mani di lobbies, centri di potere e di interesse particolare”. A mettersi di traverso, però, potrebbero essere Lega e Radicali, che con 59 e 6 deputati rispettivamente, hanno i numeri per impedire che la proposta di ABC (Alfano, Bersani, Casini) passi in commissione Affari Costituzionali della Camera senza essere prima discussa in Aula.
Negli ultimi 18 anni, da quando il finanziamento pubblico si è trasformato in rimborso elettorale, nelle casse dei partiti italiani sono entrati 2,3 miliardi, che saliranno a 2,4 entro la fine della legislatura e cui vanno aggiunti altri 70/80 milioni di euro destinati ai gruppi parlamentari. In totale poco meno di 2,5 miliardi. Un mare di soldi di cui però ne risultano spesi solo 579 milioni di euro. Come a dire che 1,9 miliardi sono spariti nel nulla.
Ma quali sono oggi le posizioni in campo?
PDL (206.518.945 euro di rimborso a fronte di 53,6 milioni di spese elettorali nel 2008)
PD (180.231.506 euro di rimborso a fronte di 18,4 milioni di spese elettorali nel 2008)
UDC (25.895.850 euro di rimborso a fronte di 15,7 milioni di spese elettorali nel 2008)
I tre partiti di maggioranza propongono congiuntamente una norma che obblighi a farsi controllare da una società di revisione dei conti per poi imporre una revisione periodica dei bilanci alla Corte dei Conti. Non solo, i leader di Pd e Udc propongono anche l’obbligatorietà di rendere pubbliche le donazioni oltre una certa somma, intorno ai cinquemila euro.
Nel dettaglio, Bersani punta anche ad un rafforzamento delle sanzioni in caso di negligenza, prevedendo nei casi più gravi una decurtazione degli stessi rimborsi; per Casini è importante che ci siano paletti più severi per accedere ai rimborsi elettorali e soprattutto vadano aboliti i rimborsi per i partiti che non esistono più per evitare episodi come quello della Margherita nel caso Lusi; Alfano, infine, promette un prossimo testo del Pdl in merito alla trasparenza dei conti dei partiti e dichiara di essere favorevole ad una revisione della normativa.
LEGA (41.384.553 euro di rimborso a fronte di 3.476.04 euro di spese elettorali nel 2008)
Dopo lo scandalo Belsito sui rimborsi elettorali finiti nelle mani dei familiari di Umberto Bossi e dei maggiori esponenti del cosiddetto Cerchio magico, la Lega Nord ha rinunciato all’ultima tranche del contributo e chiesto a tutti i partiti di fare lo stesso devolvendo tali somme in beneficenza o alle Ong.
IDV (21.659.227 euro di rimborso a fronte di 4.451.296 euro di spese elettorali nel 2008)
No a manovre dilatorie: i rimborsi elettorali vanno aboliti del tutto. Il partito di Antonio Di Pietro ha depositato in Cassazione il quesito per il referendum che chiede di abolire i rimborsi elettorali ai partiti. Secondo il leader IdV, “abolire i rimborsi elettorali non serve solo a ripristinare la sovranità popolare tradita e a evitare che si continuino a buttare soldi per ingrassare la cricca in un momento così difficile”.
FLI
Quello che occorre fare, secondo Gianfranco Fini, è prendere immediatamente in considerazione la proposta di dimezzare i rimborsi per i partiti. Il presidente della Camera ha ammesso che per il suo partito può sembrare più facile parlarne, dal momento che non ha diritto alla rata del finanziamento di luglio, ma ha rimarcato l’urgenza della situazione: «Non ci si può fermare ai maggiori controlli, alla pubblicità sui bilanci, alle sanzioni sulle irregolarità nei conti dei partiti», serve un gesto più concreto.
API
Dopo che il suo ex partito. La Margherita, è finito nell’occhio del ciclone per l’appropriazione di almeno 18/20 milioni di euro da parte dell’ex tesoriere del partito Luigi Lusi, Francesco Rutelli ha chiuso ad ogni manovra dilatoria su una riforma del sistema dei rimborsi. “Sarebbe una beffa – ha detto il deputato Pino Pisicchio – se poi non si arrivasse a una riduzione consistente del finanziamento”. Nei giorni scorsi, Rutelli, che davanti ai magistrati romani ha assicurato che Lusi avrebbe agito a insaputa del partito e per suo esclusivo tornaconto personale, ha consegnato ai pm copia della bozza del bilancio analitico decennale della Margherita, con l’indicazione di tutte le voci effettive di spesa, anno per anno, e in particolare l’aggregato delle spese, secondo i maggiori capitoli, per l’ultimo quinquennio, quello sotto indagine.
SEL
Benché Nichi Vendola abbia recentemente dichiarato, nel corso di una trasmissione televisiva, che il suo partito non gode di rimborsi elettorali, esiste un documento di Sel (Nota integrativa al rendiconto chiuso al 31/12/2010) da cui risulta, a pagina 2, che dal 2010 al 2014, sarebbero stati incassati 3 milioni e 915 mila euro. Oggi, tuttavia, il presidente della Puglia dice che, se da una parte bisogna evitare di immaginare che la politica diventi un affare per ricchi, dall’altra “i finanziamenti sono stati ipertrofici, serve austerity come per i cittadini”.
MOVIMENTO 5 STELLE
“I partiti ridiano indietro i soldi che hanno derubato in 5 anni” tuona Beppe Grillo che alcuni sondaggi indicano come terza forza politica del Paese dopo Pd e Pdl. “Noi avevamo diritto a 1,7 milioni, ma li abbiamo lasciati perché non prendiamo refurtiva”. all’inizio di marzo il gruppo consiliare torinese restituì 6.342 euro al Comune che gliene aveva assegnati 7.490 per sostenere una serie di spese: 921 per pagare le bollette del telefono, la cancelleria, un po’ di informatica, acqua e caffé per l’ufficio, più altri 227 euro in seguito alla spaccatura interna all’Idv e la conseguente nascita di un nuovo gruppo che costrinse tutti gli altri a “fare colletta” per dotare l’ultimo nato dei fondi che gli spettano.

C’è chi pensa che non sia concepibile spostarsi da un secolo all’altro, ma esistono tante storie che riguardano proprio i viaggi temporali. Il filosofo Ned Markosian ha esplorato all’Auditorium “Parco della Musica”, a Roma, la metafisica del tempo analizzando la possibilità di un viaggio nella dimensione temporale. “Viaggiare nel tempo è possibile? – si è chiesto 